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 Teorie didattiche a confronto

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Il Quinto Uomo!
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Numero di messaggi : 100
Localizzazione : Pozzomaggiore e dintorni
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MessaggioTitolo: Teorie didattiche a confronto   26.04.08 12:52

Riporta il sito svizzero Swissinfo che "generazioni di professori avrebbero fatto male i loro conti, è proprio il caso di dire, in anni di insegnamento della matematica: mele, pere e treni farebbero più male che bene nell'apprendimento dei suoi concetti astratti". La scoperta è stata fatta della Ohio State University per mezzo di esperimenti condotti con studenti delle scuole superiori. I ricercatori hanno spiegato ai ragazzi, divisi in gruppi, un sistema matematico a loro sconosciuto (essenzialmente una serie di regole) attraverso due approcci diversi. Uno astratto, insegnando le nuove regole con simboli puri, e uno concreto, usando liquidi e palline da tennis. Il gruppo "più svelto" nell'apprendimento è stato quello che aveva fronteggiato il nuovo concetto matematico astratto tramite il sistema di insegnamento astratto a sua volta.

Come dire: non è vero che l'insegnamento attraverso la concretizzazione dei concetti è utile per far imparare la matematica.

Stiamo attenti allora a sparare a zero sui docenti e ad imporre loro metodi di lavoro innovativi, come stanno facendo da anni i nuovi pedagoghi. Non sempre le nuove teorie sono corrette. Anche il metodo tradizionale della lezione ha i suoi vantaggi. Non dimentichiamolo

http://scuola2000.myblog.it/archive/2008/04/25/teorie-didattiche-a-confronto.html

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Giuse
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MessaggioTitolo: Re: Teorie didattiche a confronto   28.04.08 0:08

affraid non ci posso creeeeedere!
Il Quinto Uomo! ha scritto:
generazioni di professori avrebbero fatto male i loro conti, è proprio il caso di dire, in anni di insegnamento della matematica: mele, pere e treni farebbero più male che bene nell'apprendimento dei suoi concetti astratti
Grazie per aver riportato questo autorevole parere.
Io conosco qualcuno che, già dal 1997, la pensava diversamente.
Provate a sentire l'autorevolezza del prof. Fontecedro......


Il Quinto Uomo! ha scritto:
Stiamo attenti allora a sparare a zero sui docenti e ad imporre loro metodi di lavoro innovativi, come stanno facendo da anni i nuovi pedagoghi. Non sempre le nuove teorie sono corrette. Anche il metodo tradizionale della lezione ha i suoi vantaggi. Non dimentichiamolo
...e no, non lo dobbiamo proprio dimenticare bier

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(Achille, di Stefano Benni)

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selva
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MessaggioTitolo: Re: Teorie didattiche a confronto   28.04.08 14:02

Citazione :
Il gruppo "più svelto" nell'apprendimento

siamo sicuri che il gruppo 'più svelto' sia anche quello che riesce a conservare più a lungo nel tempo i concetti appresi, dimostrando, sul lungo periodo, di averli assimilati?

le tecniche didattiche vanno calibrate, certo, e le mode didattichesi sono ridicole, se sono mode.
ma per quel che mi riguarda sono la dimostrazione incarnata di come si può aver avuto 8 in fisica avendola sempre capita poco, e 'sperimentata' pochissimo in assenza di laboratori (fu solo grazie ad un documentario didattico che illustrava un esperimento che mi si chiarì il concetto fino a quel momento estremamente impreciso di onda, al di là delle definizioni, che sono solo stringhe di parole che si possono anche imparare a memoria).

alla fisica del quotidiano che ci attraversa di continuo l'esistenza, reagisco ingenuamente da semianalfabeta, eppure la fisica la studiavo e di fronte ai problemi, grazie anche alla dimestichezza con la matematica, riuscivo a rispondere piuttosto bene Rolling Eyes, a scuola.

a che serve la teoria, fatta così? a svolgere in due o tre anni il programma? ambè, veloci... Rolling Eyes
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David
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MessaggioTitolo: Re: Teorie didattiche a confronto   01.05.08 13:22

Beh... ogni tanto qualcuno si sveglia e "INVENTA" un nuovo sistema di insegnamento che dovrebbe eliminare i problemi e le pecche di quelli tradizionali... peccato che questi sistemi non siano sperimentati e che funzioni solo sulla carta, almeno all'inizio.
Le loro pecche emergeranno in seguito, come i programi per PC che diventano stabili dopo un po', e anche da stabili hanno i loro bravi difettoni.
Se poi li esamini, questi sistemi, spesso ti accorgi che non hanno tutta questa consistenza... ma anche quando l'hanno davvero, bisogna scontare l'inseperienza di chi li deve usare.
La sperimentazione sul campo ed il cambio devono essere graduali... niente rivoluzioni dettate da esperimenti di laboratorio alla Pavlov.
Insomma, i metodi tradizionali (che cambiano di anno in anno e si evolvono, non sono mica statici come pensa qualcuno) hanno un senso ed un perché dettati dall'esperienza e da anni di sperimentazione... chi può dire se un metodo innovativo reggerebbe a tanto?
Sono scettico anche sulla troppa pubblicità "giornalistica" su queste sparate di ingegno, mi sembrano animate da sensazionalismi e dal desiderio di gettare una luce di incompetenza sui docenti... da parte di chi non ha idea di cosa sia insegnare. geek geek geek Exclamation Exclamation Exclamation Exclamation
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senzacera
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MessaggioTitolo: Re: Teorie didattiche a confronto   06.05.08 13:11

elephant Leggendo i vostri interventi mi sono tornate in mente le animate discussioni di diversi ( tanti tanti ) anni fa sull'uso del metodo fonico sillabico o del globale. Da accanita sostenitrice del fonico sillabico, metodo con il quale hanno imparato a scrivere i nostri più grandi scrittori, non ho mai insegnato con il metodo globale( e posso assicurare che all'epoca in cui andava di moda è stato difficile andare controcorrente). Ancora oggi continuo a sostenere che il metodo globale presenta diversi svantaggi, innanzitutto richiede un'esperienza specifica senza la quale è facilissimo riportare clamorosi fallimenti, inoltre non è adatto a bambini con difficoltà di apprendimento (che spesso in prima non sono ancora evidenti); sarà ma guardo sempre con sospetto i miracolosi metodi innovativi che buttano a mare il vecchio, con anni di sperimentazione, per una voglia di nuovo dovuta a volersi sentire alla moda o all'avanguardia.
Ecco perchè piango ancora la perdita di XP per VISTA. lol! non amo il P.C. byesigh
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